"Vendere è come radersi" è disponibile presso la Libreria Belgravia di via Vicoforte 14 a Torino.
In vetrina, sugli scaffali e con buoni risultati di vendita, il libro prosegue la sua strada verso i lettori.
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martedì 1 settembre 2015
martedì 18 agosto 2015
Sugli scaffali!
Presso la libreria "Il Banco" in via Garibaldi a Torino è presente "Vendere è come radersi" sugli scaffali! In questi giorni di vacanza con tante librerie chiuse, questa non solo è aperta ma è anche molto frequentata!
martedì 28 luglio 2015
In libreria!
Anche la libreria Belgravia di via Monginevro 44/bis a Torino espone in vetrina "Vendere è come radersi"!
giovedì 23 luglio 2015
In vetrina!
Diverse librerie espongono "Vendere è come radersi" in vetrina.
La cosa, oltre a farmi un estremo piacere, dimostra l'interesse dei lettori per il libro.
I librai che hanno la copia in vetrina possono inviarmi due fotografie (una della vetrina col libro in evidenza e una della libreria, con tanto di indirizzo e località) e provvederò a pubblicarle sul blog e sulla pagina Facebook del libro. :)
Una delle prime è stata la libreria Donostia di via Monginevro 85 a Torino, nelle prossime settimane seguiranno le foto di altre librerie.
La cosa, oltre a farmi un estremo piacere, dimostra l'interesse dei lettori per il libro.
I librai che hanno la copia in vetrina possono inviarmi due fotografie (una della vetrina col libro in evidenza e una della libreria, con tanto di indirizzo e località) e provvederò a pubblicarle sul blog e sulla pagina Facebook del libro. :)
Una delle prime è stata la libreria Donostia di via Monginevro 85 a Torino, nelle prossime settimane seguiranno le foto di altre librerie.
venerdì 26 giugno 2015
L'impresa fra Eros e Thanatos
Difficile, complicata, articolata, complessa... tutti aggettivi che ben delineano l'impresa anche quando è individuale, anche quando è una piccola attività artigiana. L'impresa vive, l'impresa si relaziona, l'impresa si comunica, l'impresa contribuisce con la sua esistenza a costruire il tessuto economico del Paese.
Quando visito le imprese per le mie consulenze sulla privacy, sul web marketing o sulla sicurezza, incontro persone, idee, entusiasmi, progetti, speranze, obiettivi. Ma incontro anche preoccupazione, amarezza, impreparazione, supponenza.
Il mio ruolo è quello di trasformare il Thanatos in Eros, lo spirito distruttivo in spirito costruttivo, la rinuncia in azione, l'aggressività in assertività.
Sono uno psicologo? No. Sono un imprenditore anche io, socio di una srl che fa consulenza alle imprese. Conosco anch'io le gioie e i dolori, le amarezze e le speranze dei clienti, ecco perché devo spingere l'imprenditore verso atti costruttivi.
Per questo ho scritto questo libro, per concentrare in poche parole concetti utili a riflettere, a rivedere e magari capovolgere i punti di vista, ad affrontare il lavoro da un'angolazione diversa. Non necessariamente la migliore in assoluto, ma la migliore per l'imprenditore.
Le imprese sono fatte di persone e solo le persone possono aiutarle a crescere.
Quando visito le imprese per le mie consulenze sulla privacy, sul web marketing o sulla sicurezza, incontro persone, idee, entusiasmi, progetti, speranze, obiettivi. Ma incontro anche preoccupazione, amarezza, impreparazione, supponenza.
Il mio ruolo è quello di trasformare il Thanatos in Eros, lo spirito distruttivo in spirito costruttivo, la rinuncia in azione, l'aggressività in assertività.
Sono uno psicologo? No. Sono un imprenditore anche io, socio di una srl che fa consulenza alle imprese. Conosco anch'io le gioie e i dolori, le amarezze e le speranze dei clienti, ecco perché devo spingere l'imprenditore verso atti costruttivi.
Per questo ho scritto questo libro, per concentrare in poche parole concetti utili a riflettere, a rivedere e magari capovolgere i punti di vista, ad affrontare il lavoro da un'angolazione diversa. Non necessariamente la migliore in assoluto, ma la migliore per l'imprenditore.
Le imprese sono fatte di persone e solo le persone possono aiutarle a crescere.
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domenica 14 giugno 2015
Aforismi di aprile e maggio 2015
Pillole Aprile - Maggio 2015
Sentire e ascoltare sono due cose diverse, nelle trattative questa differenza è fondamentale.
***
Gli affari sono fatti di relazioni, le relazioni sono fatte di intrecci di interessi che sono, bene o male, il motore degli affari
***
Quante occasioni perdiamo per il timore di ammettere che forse ci eravamo sbagliati?
***
Ogni idea ha una sua fattibilità. La differenza non è nella sua genialità ma nel quanto siamo disposti a spenderci per realizzarla.
***
Il lunedì a volte è pesante, ma lo è anche per i colleghi. È dannoso scaricare sugli altri il malumore: torna indietro aumentato
***
La chiarezza espositiva parte dall'attenta analisi degli interlocutori.
***
Il clima aziendale non si impone lo si costruisce.
***
Allontanare i clienti è più facile di quanto si pensi, basta trascurare la comunicazione.
***
Ogni cambiamento è il frutto di un'evoluzione.
***
Attenzione ai segnali dei dipendenti, quelli deboli permettono soluzioni efficaci, quelli forti essendo stati trascurati no.
***
Avere chiari tutti gli aspetti del problema comporta la lucidità di riconoscerli. Della stessa lucidità si nutre la soluzione.
***
Non si realizzano prodotti o servizi ma soluzioni.
***
C'è chi sceglie, c'è chi guarda scegliere, c'è chi si fa scegliere. Qualunque sia la strategia, un'impresa deve sempre averne una.
***
L'autoironia è la salvezza dell'imprenditore. L'autostima è il futuro di quello che fa.
***
Cercare clienti e pianificare una strategia per trovarli è il primo passo di ogni attività imprenditoriale. Improvvisare danneggia.
***
I clienti si perdono per i nostri errori che riconosciamo, ma soprattutto per quelli che non sappiamo di aver commesso.
***
I genitori del successo sono il buon senso e l'esperienza. I cugini sono la fortuna e la competenza. Il nonno è il cuore.
***
Tutto passa da internet e tutti ne usufruiscono, anche chi non lo usa direttamente. Allora è bene conoscerlo ed è stupido temerlo.
***
Il lavoro di gruppo premia, crea entusiasmo, avvicina le soluzioni. Come nei concerti con più rockstar insieme sul palco.
***
Parlare è importante, osservare è fondamentale, ascoltare è vitale.
***
Organizzare comporta conoscenza delle persone e delle cose. L'imprenditore che sa cosa chiedere ai suoi collaboratori ha futuro.
***
Un ambiente di lavoro è efficiente quando non pesa varcarne la soglia. L'efficienza si nutre di entusiasmo e partecipazione.
***
Gli affari richiedono cautela, se si ha l'abitudine di mangiarsi le unghie, meglio non grattarsi le palle quando si è in ozio. ;)
***
Ciò che resta è come lo diciamo non quello che diciamo
***
Agire comporta pensare, pensare comporta ragionare, ragionare comporta progettare, progettare comporta agire.
***
Saper delegare è decisivo per ottenere i risultati migliori. Lo faceva anche Alì Babà
***
La qualità è una parte del mix del successo. Quando non la si sa comunicare è insufficiente. Quando è millantata è dannosa.
***
Spesso la differenza non la fa la qualità (come dovrebbe) ma la comunicazione (come può).
***
La cosa più difficile non è fare la cosa giusta, ma avere le idee chiare.
***
Far circolare le informazioni è un ottimo sistema per dare futuro alle proprie idee.
***
La comunicazione senza la strategia è come una vettura senza motore.
***
Non è in quello che facciamo il segreto del nostro successo, ma nell'entusiasmo che ci mettiamo e nella determinazione che usiamo.
***
Ciò che rende bello il mestiere del venditore è la sua autonomia. Cercare di controllarlo è un danno che l'azienda si autoinfligge
***
Comunicare non vuol dire spararle grosse ma tenere alta l'attenzione sull'operato della propria azienda.
***
Lo stress del tempo che non basta mai è un'insidia sempre in agguato. Gestire la fretta impone capacità di analisi delle priorità.
***
"Volere è potere" non esclude, anzi impone, che ci si sappia mettere nelle condizioni di potere.
***
Se siamo pronti a prenderci i meriti dei nostri successi, dobbiamo assumerci la responsabilità delle nostre sconfitte.
***
Un clima aziendale sereno è un'ottima base per un successo duraturo.
***
Lamentarsi è costruttivo solo se è il punto di partenza di una soluzione. Spesso confondiamo la lamentela con la constatazione.
***
Un ordine è un atto di reciproca fiducia, la base su cui si regge il mercato, il punto di partenza di un nuovo successo.
Sentire e ascoltare sono due cose diverse, nelle trattative questa differenza è fondamentale.
***
Gli affari sono fatti di relazioni, le relazioni sono fatte di intrecci di interessi che sono, bene o male, il motore degli affari
***
Quante occasioni perdiamo per il timore di ammettere che forse ci eravamo sbagliati?
***
Ogni idea ha una sua fattibilità. La differenza non è nella sua genialità ma nel quanto siamo disposti a spenderci per realizzarla.
***
Il lunedì a volte è pesante, ma lo è anche per i colleghi. È dannoso scaricare sugli altri il malumore: torna indietro aumentato
***
La chiarezza espositiva parte dall'attenta analisi degli interlocutori.
***
Il clima aziendale non si impone lo si costruisce.
***
Allontanare i clienti è più facile di quanto si pensi, basta trascurare la comunicazione.
***
Ogni cambiamento è il frutto di un'evoluzione.
***
Attenzione ai segnali dei dipendenti, quelli deboli permettono soluzioni efficaci, quelli forti essendo stati trascurati no.
***
Avere chiari tutti gli aspetti del problema comporta la lucidità di riconoscerli. Della stessa lucidità si nutre la soluzione.
***
Non si realizzano prodotti o servizi ma soluzioni.
***
C'è chi sceglie, c'è chi guarda scegliere, c'è chi si fa scegliere. Qualunque sia la strategia, un'impresa deve sempre averne una.
***
L'autoironia è la salvezza dell'imprenditore. L'autostima è il futuro di quello che fa.
***
Cercare clienti e pianificare una strategia per trovarli è il primo passo di ogni attività imprenditoriale. Improvvisare danneggia.
***
I clienti si perdono per i nostri errori che riconosciamo, ma soprattutto per quelli che non sappiamo di aver commesso.
***
I genitori del successo sono il buon senso e l'esperienza. I cugini sono la fortuna e la competenza. Il nonno è il cuore.
***
Tutto passa da internet e tutti ne usufruiscono, anche chi non lo usa direttamente. Allora è bene conoscerlo ed è stupido temerlo.
***
Il lavoro di gruppo premia, crea entusiasmo, avvicina le soluzioni. Come nei concerti con più rockstar insieme sul palco.
***
Parlare è importante, osservare è fondamentale, ascoltare è vitale.
***
Organizzare comporta conoscenza delle persone e delle cose. L'imprenditore che sa cosa chiedere ai suoi collaboratori ha futuro.
***
Un ambiente di lavoro è efficiente quando non pesa varcarne la soglia. L'efficienza si nutre di entusiasmo e partecipazione.
***
Gli affari richiedono cautela, se si ha l'abitudine di mangiarsi le unghie, meglio non grattarsi le palle quando si è in ozio. ;)
***
Ciò che resta è come lo diciamo non quello che diciamo
***
Agire comporta pensare, pensare comporta ragionare, ragionare comporta progettare, progettare comporta agire.
***
Saper delegare è decisivo per ottenere i risultati migliori. Lo faceva anche Alì Babà
***
La qualità è una parte del mix del successo. Quando non la si sa comunicare è insufficiente. Quando è millantata è dannosa.
***
Spesso la differenza non la fa la qualità (come dovrebbe) ma la comunicazione (come può).
***
La cosa più difficile non è fare la cosa giusta, ma avere le idee chiare.
***
Far circolare le informazioni è un ottimo sistema per dare futuro alle proprie idee.
***
La comunicazione senza la strategia è come una vettura senza motore.
***
Non è in quello che facciamo il segreto del nostro successo, ma nell'entusiasmo che ci mettiamo e nella determinazione che usiamo.
***
Ciò che rende bello il mestiere del venditore è la sua autonomia. Cercare di controllarlo è un danno che l'azienda si autoinfligge
***
Comunicare non vuol dire spararle grosse ma tenere alta l'attenzione sull'operato della propria azienda.
***
Lo stress del tempo che non basta mai è un'insidia sempre in agguato. Gestire la fretta impone capacità di analisi delle priorità.
***
"Volere è potere" non esclude, anzi impone, che ci si sappia mettere nelle condizioni di potere.
***
Se siamo pronti a prenderci i meriti dei nostri successi, dobbiamo assumerci la responsabilità delle nostre sconfitte.
***
Un clima aziendale sereno è un'ottima base per un successo duraturo.
***
Lamentarsi è costruttivo solo se è il punto di partenza di una soluzione. Spesso confondiamo la lamentela con la constatazione.
***
Un ordine è un atto di reciproca fiducia, la base su cui si regge il mercato, il punto di partenza di un nuovo successo.
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giovedì 21 maggio 2015
Aforismi di febbraio e marzo 2015
La premessa del libro è che ogni mattina, di ogni giorno lavorativo, pubblico una "pillola" su Twitter che si ribalta automaticamente sul mio profilo personale Facebook e sulla mia pagina Facebook Izzinosa.it
Periodicamente in questo blog pubblicherò gli aforismi del mese precedente, in questo modo il libro continuerà il suo percorso accompagnando il lettore con l'evoluzione dell'idea editoriale.
Buona lettura.
11 febbraio - 31 marzo 2015
***
Ogni scelta va ponderata attentamente, poiché nulla ci restituirà il tempo perduto dietro ad un errore di valutazione.
***
Proporre senza mettersi in gioco è come dire "armiamoci e partite". Le proposte hanno senso quando si è disposti a sostenerle.
***
Ciò che decide l'imprenditore condiziona l'azienda. Ciò che decide il mercato condiziona l'imprenditore.
***
Nessun venditore ha la verità in tasca. Negoziare significa saper ascoltare.
***
Spesso prepararsi al peggio è il miglior metodo per ottenere il meglio.
***
Semplificare è migliorare.
***
Fare dando importanza agli altri rende molto più che fare isolati. Nessuno è un'isola, nemmeno un'impresa.
***
Se non ci mettiamo l'anima le idee non servono a nulla.
***
Fare e costruire sono due cose diverse. È l'entusiasmo che fa la differenza.
***
Vendere non è una certezza, è un metodo.
***
Ogni errore commesso, è un altro passo in avanti. Sta a noi orientarlo verso il successo o verso la rovina.
***
Dire non necessariamente significa comunicare se non c'è l'interlocutore al centro dell'attenzione del parlante.
***
Il sito internet malfatto o improvvisato produce danni sul breve termine e costi sul lungo termine.
***
Dire che il problemi personali devono stare fuori dalla porta del posto di lavoro è come dire che il vento non deve soffiare.
***
Ciò che avviene alla luce del sole, spesso è stato pensato alla luce della luna.
***
Il rischio d'impresa è un ostacolo che si supera con la determinazione. Le idee chiare sono il frutto di una volontà forte.
***
Ogni grande idea è fatta di tanti piccoli pensieri.
***
E' nella cura dei dettagli che si annida il successo dell'impresa.
***
L'impresa è fatta di tante piccole e grandi cose. Il segreto del successo passa anche per una saggia gestione delle priorità.
***
La preparazione meticolosa di un evento professionale non deve togliere spazio alla fantasiosa gestione dell'imprevisto
***
Fa più danni un atteggiamento sbagliato che una congiuntura economica.
***
Crescere professionalmente comporta determinazione, impegno e consapevolezza di non sapere.
***
Disfare talvolta è il miglior modo di fare.
***
Ogni impresa ha una sua logica, quella vincente appartiene alle aziende che sanno di non essere le sole sul mercato.
***
Con i colleghi di lavoro passiamo più tempo che con le nostre famiglie. Rendere difficile la vita agli altri è farci del male.
***
Il sito internet è uno strumento di lavoro per l'impresa, non un palcoscenico per chi lo realizza.
***
Costruire richiede pazienza ma impone impegno. I risultati non sono frutto del caso ma della determinazione
***
Non basta sapere, bisogna fare. Il successo imprenditoriale è nella capacità di convogliare le competenze in atti concreti.
***
Vendere con coscienza significa produrre conoscenza, anche minima.
***
Il marketing è uno strumento non un fine.
***
L'essenziale non è esserci ma durare.
***
Comunicare l'impresa vuol dire dedicare tempo a pensare come gli altri giudicano il nostro lavoro.
***
Se nel progettare il sito internet si è anteposto il marketing al lato tecnico allora funzionerà. Altrimenti saranno guai.
***
Le competenze dell'imprenditore sono efficaci se integrate con quelle dei collaboratori. Nessuno è un'isola. Nessuno vince da solo.
***
L'immagine aziendale è una di quelle caratteristiche che richiedono anni per essere create e attimi per essere distrutte.
Periodicamente in questo blog pubblicherò gli aforismi del mese precedente, in questo modo il libro continuerà il suo percorso accompagnando il lettore con l'evoluzione dell'idea editoriale.
Buona lettura.
11 febbraio - 31 marzo 2015
***
Ogni scelta va ponderata attentamente, poiché nulla ci restituirà il tempo perduto dietro ad un errore di valutazione.
***
Proporre senza mettersi in gioco è come dire "armiamoci e partite". Le proposte hanno senso quando si è disposti a sostenerle.
***
Ciò che decide l'imprenditore condiziona l'azienda. Ciò che decide il mercato condiziona l'imprenditore.
***
Nessun venditore ha la verità in tasca. Negoziare significa saper ascoltare.
***
Spesso prepararsi al peggio è il miglior metodo per ottenere il meglio.
***
Semplificare è migliorare.
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Fare dando importanza agli altri rende molto più che fare isolati. Nessuno è un'isola, nemmeno un'impresa.
***
Se non ci mettiamo l'anima le idee non servono a nulla.
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Fare e costruire sono due cose diverse. È l'entusiasmo che fa la differenza.
***
Vendere non è una certezza, è un metodo.
***
Ogni errore commesso, è un altro passo in avanti. Sta a noi orientarlo verso il successo o verso la rovina.
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Dire non necessariamente significa comunicare se non c'è l'interlocutore al centro dell'attenzione del parlante.
***
Il sito internet malfatto o improvvisato produce danni sul breve termine e costi sul lungo termine.
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Dire che il problemi personali devono stare fuori dalla porta del posto di lavoro è come dire che il vento non deve soffiare.
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Ciò che avviene alla luce del sole, spesso è stato pensato alla luce della luna.
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Il rischio d'impresa è un ostacolo che si supera con la determinazione. Le idee chiare sono il frutto di una volontà forte.
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Ogni grande idea è fatta di tanti piccoli pensieri.
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E' nella cura dei dettagli che si annida il successo dell'impresa.
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L'impresa è fatta di tante piccole e grandi cose. Il segreto del successo passa anche per una saggia gestione delle priorità.
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La preparazione meticolosa di un evento professionale non deve togliere spazio alla fantasiosa gestione dell'imprevisto
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Fa più danni un atteggiamento sbagliato che una congiuntura economica.
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Crescere professionalmente comporta determinazione, impegno e consapevolezza di non sapere.
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Disfare talvolta è il miglior modo di fare.
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Ogni impresa ha una sua logica, quella vincente appartiene alle aziende che sanno di non essere le sole sul mercato.
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Con i colleghi di lavoro passiamo più tempo che con le nostre famiglie. Rendere difficile la vita agli altri è farci del male.
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Il sito internet è uno strumento di lavoro per l'impresa, non un palcoscenico per chi lo realizza.
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Costruire richiede pazienza ma impone impegno. I risultati non sono frutto del caso ma della determinazione
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Non basta sapere, bisogna fare. Il successo imprenditoriale è nella capacità di convogliare le competenze in atti concreti.
***
Vendere con coscienza significa produrre conoscenza, anche minima.
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Il marketing è uno strumento non un fine.
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L'essenziale non è esserci ma durare.
***
Comunicare l'impresa vuol dire dedicare tempo a pensare come gli altri giudicano il nostro lavoro.
***
Se nel progettare il sito internet si è anteposto il marketing al lato tecnico allora funzionerà. Altrimenti saranno guai.
***
Le competenze dell'imprenditore sono efficaci se integrate con quelle dei collaboratori. Nessuno è un'isola. Nessuno vince da solo.
***
L'immagine aziendale è una di quelle caratteristiche che richiedono anni per essere create e attimi per essere distrutte.
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domenica 3 maggio 2015
Ufficio complicazioni affari semplici
Non vi è mai capitato di lavorare con qualcuno che trova sempre il modo di rendere difficile ciò che è facile?
A me mai.
Fortunato?!? No! Il fatto è che sono io quello che rende difficili le cose facili.
E' un'arte sapete? Si comincia dal considerare il problema nel suo complesso, poi lo si capovolge, lo si rigira, lo si rivede e ci si pone dalla parte della soluzione, quella sbagliata ovviamente.
Constatata l'inadeguatezza della soluzione ci si infila nei meandri del problema cercando tante soluzioni (sbagliate pure quelle) a ciascun suo aspetto. Quando finalmente la matassa è così ingarbugliata che non se ne viene fuori neanche con la motosega, si ricorre alla carta.
La carta! L'ultima spiaggia di chi ha le idee confuse. O meglio, se tutto fosse cominciato da lì poteva anche andare tutto bene, ma se la carta è l'ultima soluzione allora è la fine. Si tracciano linee, infografiche quanto meno discutibili e imprecise, di qua i pro e di là i contro... no ma questo è un contro, sì ma un contro che sta anche fra i pro... no... allora altro foglio, alto giro di carta... qui c'è il problema, qui siamo noi, qua la soluzione, quanto siamo distanti noi da lei? Un casino!
Si continua così fino a sette o nove fogli (mai fino a dieci, ai pasticcioni i numeri tondi non piacciono mai). Infine, al colmo della confusione (dopo aver passato tutti i dubbi esistenziali come: perché ho scelto questo lavoro, chi me lo ha fatto fare, ma io volevo fare il tranviere, e così via), si mette tutto nel cassetto (o si chiude la cartella). Si lascia riposare qualche ora o qualche giorno e poi si riaffronta (se proprio è necessario).
Prima o poi passerà qualcuno che, armato di un sorriso leggero e ricco di compassione, ci dirà: ok! Io farei così. E tac! E' fatta! Il problema è risolto, la faccenda è chiarita, la questione è esaurita.
E noi pure.
A me mai.
Fortunato?!? No! Il fatto è che sono io quello che rende difficili le cose facili.
E' un'arte sapete? Si comincia dal considerare il problema nel suo complesso, poi lo si capovolge, lo si rigira, lo si rivede e ci si pone dalla parte della soluzione, quella sbagliata ovviamente.
Constatata l'inadeguatezza della soluzione ci si infila nei meandri del problema cercando tante soluzioni (sbagliate pure quelle) a ciascun suo aspetto. Quando finalmente la matassa è così ingarbugliata che non se ne viene fuori neanche con la motosega, si ricorre alla carta.
La carta! L'ultima spiaggia di chi ha le idee confuse. O meglio, se tutto fosse cominciato da lì poteva anche andare tutto bene, ma se la carta è l'ultima soluzione allora è la fine. Si tracciano linee, infografiche quanto meno discutibili e imprecise, di qua i pro e di là i contro... no ma questo è un contro, sì ma un contro che sta anche fra i pro... no... allora altro foglio, alto giro di carta... qui c'è il problema, qui siamo noi, qua la soluzione, quanto siamo distanti noi da lei? Un casino!
Si continua così fino a sette o nove fogli (mai fino a dieci, ai pasticcioni i numeri tondi non piacciono mai). Infine, al colmo della confusione (dopo aver passato tutti i dubbi esistenziali come: perché ho scelto questo lavoro, chi me lo ha fatto fare, ma io volevo fare il tranviere, e così via), si mette tutto nel cassetto (o si chiude la cartella). Si lascia riposare qualche ora o qualche giorno e poi si riaffronta (se proprio è necessario).
Prima o poi passerà qualcuno che, armato di un sorriso leggero e ricco di compassione, ci dirà: ok! Io farei così. E tac! E' fatta! Il problema è risolto, la faccenda è chiarita, la questione è esaurita.
E noi pure.
domenica 19 aprile 2015
Quante storie!
Normative, regolamenti, procedure, disposizioni, certificazioni e molto altro ancora... viene da chiedersi se l'imprenditore riesca a trovare il tempo di concentrarsi sul business, che poi è il vero obiettivo e la ragion d'essere del suo operato.
Come uscirne?
Un libro può aiutare l'imprenditore a sbrogliare la matassa?
Mi piacerebbe rispondere di sì (anche perché il libro l'ho scritto io!).
In effetti, come in tutte le cose, la verità sta nel mezzo e il buon senso suggerisce una risposta più diplomatica: dipende!
Dipende anzitutto dalla percezione che l'imprenditore ha di aver sempre qualcosa di nuovo da scoprire, da quanto è curioso, da com'è abituato a porsi di fronte ai problemi, ma dipende anche da chi scrive idee, spunti, e suggerimenti, come li espone e come li propone.
Scrivere un libro per chi ha sempre i minuti contati è difficile, ma non impossibile.
Penso che un testo che si ponga l'obiettivo di aiutare le persone debba essere scritto partendo dalla facilità di fruizione del suo contenuto, ecco perché il libro è strutturato in una parte espositiva sintetica e tutto il resto è costituito da aforismi e massime che hanno il compito di focalizzare l'attenzione sui concetti senza dover seguire un filo conduttore ma approcciando ai temi secondo un proprio schema, anzi, senza farsene necessariamente uno.
Ogni aforisma è una storia, ogni storia un frammento di vita lavorativa, ogni frammento un'idea da assimilare con calma e con pazienza. Un libro che si può anche dimenticare su uno scaffale e riprendere dopo qualche tempo senza che ci si sia persi nessun filo conduttore, perché è lì come un buon amico paziente che ci accompagna sempre quando e se vogliamo essere accompagnati.
E con la comunicazione e il quadro è perfetto!
Come uscirne?
Un libro può aiutare l'imprenditore a sbrogliare la matassa?
Mi piacerebbe rispondere di sì (anche perché il libro l'ho scritto io!).
In effetti, come in tutte le cose, la verità sta nel mezzo e il buon senso suggerisce una risposta più diplomatica: dipende!
Dipende anzitutto dalla percezione che l'imprenditore ha di aver sempre qualcosa di nuovo da scoprire, da quanto è curioso, da com'è abituato a porsi di fronte ai problemi, ma dipende anche da chi scrive idee, spunti, e suggerimenti, come li espone e come li propone.
Scrivere un libro per chi ha sempre i minuti contati è difficile, ma non impossibile.
Penso che un testo che si ponga l'obiettivo di aiutare le persone debba essere scritto partendo dalla facilità di fruizione del suo contenuto, ecco perché il libro è strutturato in una parte espositiva sintetica e tutto il resto è costituito da aforismi e massime che hanno il compito di focalizzare l'attenzione sui concetti senza dover seguire un filo conduttore ma approcciando ai temi secondo un proprio schema, anzi, senza farsene necessariamente uno.
Ogni aforisma è una storia, ogni storia un frammento di vita lavorativa, ogni frammento un'idea da assimilare con calma e con pazienza. Un libro che si può anche dimenticare su uno scaffale e riprendere dopo qualche tempo senza che ci si sia persi nessun filo conduttore, perché è lì come un buon amico paziente che ci accompagna sempre quando e se vogliamo essere accompagnati.
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